L’atterrito Sutherland jr. estorce risate involontarie
Eppure è un discreto attore il figlio d’arte Kiefer Sutherland, anche se non ha la classe di papà Donald. Chi gliel’ha fatto fare quindi di infilarsi in un giallo horror di infima qualità come l’abominevole Riflessi di paura? Dove è un depresso poliziotto sospeso dal servizio, che si ricicla come guardiano notturno in un grande magazzino di Nw York, distrutto da un devastante incendio e vuoto ormai da cinque anni. Stavolta non è la solita ubriacatura, gli enormi specchi dell’edificio gli rimandano agghiaccianti immagini deformate, mettendogli addosso una fifa boia. Soltanto a lui, e alla bellissima moglie (occhio a questa Paula Patton), perché il pubblico in sala o se n’è già andato da un pezzo o sta sghignazzando senza ritegno. RIFLESSI DI PAURA di Alexandre Aja (Usa, 2008) con Kiefer Sutherland, Paula Patton. 108 minuti
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=296990
Una favola di seta chiamata Hermès
H ermès, storico marchio del lusso «made in France», ha scelto Milano come unica tappa europea della deliziosa mostra «Fiabe di seta» (da domani a lunedì 21 ottobre al Museo di Storia Contemporanea, in via Sant’Andrea 6) ideata dallo scenografo Hilton McConnico per festeggiare i settant’anni del mitico carré, l’inconfondibile foulard quadrato della maison. «Sotto Natale ne vendiamo uno ogni trenta secondi – spiega Patrick Thomas, presidente di Hermès – ma anche se abbiamo un archivio di oltre duemila disegni, ci vogliono due anni di lavoro per lanciare un nuovo modello. Visto che l’Italia è il nostro secondo mercato dopo la Francia e in più vanta industrie seriche di grande tradizione – prosegue -, ci sembrava giusto condividere questa storia con la capitale della moda italiana». A questo punto varrebbe la pena di ricordare che il nome scientifico del baco da seta è «bombix Mori» perché Ludovico il Moro, duca di Milano dal 1450 al 1466, importò alcuni esemplari dalla Cina per avviare l’intero ciclo produttivo del tessuto intorno al lago di Como. Ma i poetici allestimenti di McConnico che da tempo collabora con Hermès dopo aver curato la scenografia di film indimenticabili come «Diva» oppure «Finalmente domenica!», sono talmente belli da far dimenticare il campanilismo lombardo per una volta ampiamente giustificato dalla storia. La mostra è stata costruita attorno a una fiaba che racconta attraverso un percorso logico e magico allo stesso tempo (tutti i modelli esposti provengono dall’archivio oppure sono ancora in vendita nelle varie boutique sparse ovunque nel mondo) come la favolosa fibra naturale si trasformi prima in un quadrato bianco con lati da 90 centimetri esatti e poi nei favolosi carré di Hermès.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=297033
Ficarra e Picone: “Nella nostra Matassa scherziamo sui litigi familiari in Sicilia”
Catania – Gli imbrogli delle banche vi sconcertano? I garbugli della politica vi repellono? Dal 6 marzo troverete il bandolo di questi e altri intrighi, dipanando con Ficarra e Picone La matassa, film comico del duo siciliano (prodotto da Attilio de Razza e Medusa Film), giunto a metà lavorazione (budget: 3 milioni e mezzo) e co-firmato da Giambattista Avellino, consolidato partner delle due lenze. Alla loro terza prova cinematografica (Nati stanchi, del 2001, parodiava la disoccupazione, mentre Il 7 e l’8 l’anno scorso li ha visti campioni d’incasso), Salvo Ficarra e Valentino Picone, palermitani classe 1971, ora rafforzano la propria essenza di Sicilia. E partono da una nota fondamentale: tutti litigano e ogni parente è serpente. «Il litigio familiare è comune a tutti, ma i siciliani litigano in un modo particolare, mantenendo un silenzio ostile. E se qualcuno, che ha offeso, non comprende per quale motivo non gli si rivolge più la parola, vuol dire che si è fatto bene a rompere i rapporti. Il nostro film è parlato in italiano e pensato in siciliano», spiega Ficarra, sottolineando come lui e il suo compagno di battute siano «portatori sani di silenzio».
La storia, ambientata tra Catania e Paternò (adiuvante la Film Commission catanese) inizia dal classico dissidio tra il cugino Gaetano (Salvo) e il cugino Paolo (Valentino), figli di fratelli in freddo da vent’anni. Tra problemi economici e viscerali antipatie reciproche, la coppia parentale verrà rimessa in contatto dalla socia in affari di Paolo, la determinata Olga (Anna Safroncik, nota al pubblico televisivo di CentoVetrine).
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=296976
Alitalia, ultime ore di riflessione per gli assistenti di volo – Economia
Anche di domenica, a Fiumicino si continua a discutere. Gli assistenti di volo sono al bivio: dopo la firma dei piloti di Anpac e Up, lunedì tocca a loro decidere se firmare o no l’accordo con la Cai. I piloti sono riusciti a strappare piccoli ritocchi all’accordo, tra cui l’inserimento dei primi ufficiali nel contratto unico della Cai, mentre i comandanti saranno inquadrati con un contratto da dirigenti, e la riduzione del numero degli esuberi, anche se 139 assunti saranno comunque utilizzati part-time a rotazione, con il meccanismo dei «contratti di solidarietà» già sperimentati nelle crisi di molte altre categorie.Steward e hostess ancora non hanno sciolto i nodi. Sono convinti di non firmare quelli della Cub Trasporti, secondo i quali l’accordo è «una sorta di cappio al collo». La scadenza in realtà è martedì 30 settembre, quindi c’è chi consiglia di temporeggiare un altro giorno in attesa di sviluppi. L’idea però non piace al presidente dell’Avia Antonio Divieti, convocato lunedì a palazzo Chigi insieme ai sindacalisti di Sdl: «Lunedì si dice sì o no – ha spiegato Divietri – perché a me non piace prendere in giro la gente: qualsiasi variazione ci possa essere, sarebbe talmente evanescente che non cambierebbe nulla. Quando andremo a parlare di contratto, ridimensionamenti operativi, esuberi, assunzioni, trasferimenti – aggiunge – lì ci sarà la trattativa.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=79446
Ferrovie, riassunti gli 8 licenziati di Genova – Interni
Gli otto ferrovieri genovesi, cinque a tempo indeterminato e tre apprendisti, licenziati da Trenitalia l’8 agosto scorso perché uno di loro aveva timbrato il cartellino per gli altri sette, saranno riassunti da Trenitalia a partire dal 15 ottobre prossimo. In pratica, la conciliazione messa in atto dal presidente del Tribunale del lavoro, Marco Gelonesi, fa perdere ai lavoratori due mesi e mezzo di stipendio, ma ne assicura il reintegro. I ferrovieri hanno firmato un documento davanti al Tribunale, in cui ammettono l’errore fatto e accettano il licenziamento e allo stesso tempo Trenitalia si impegna a riassumerli, appunto, dal 15 ottobre prossimo. Gli otto erano stati licenziati in agosto per aver fatto timbrare i propri tesserini da un collega. In sette avevano lasciato l’ufficio e affidato a un collega i propri cartellini. Ma lo avevano fatto per non perdere ore di straordinario.Resta invece ancora aperta la vicenda di Dante De Angelis, il macchinista e Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza licenziato dopo le sue denunce sui treni Alta Velocità che si spezzavano.Dai macchinisti arriva cauta soddisfazione e la richiesta di una pronta riassunzione anche per De Angelis. «Accogliamo con soddisfazione la notizia – sostengono i macchinisti di ‘Ancora in marcia’ – ritenendo che la revoca sia da considerare un atto dovuto e la dimostrazione dell’uso eccessivo, improprio o addirittura pretestuoso dello strumento disciplinare da parte di Trenitalia. Tale decisione – sottolineano dalla redazione – rende ancor più ingiustificato licenziamento subito dal macchinista e delegato alla sicurezza, Dante De Angelis, allontanato brutalmente il giorno di ferragosto per alcune dichiarazione sugli incidenti agli Eurostar avvenuti nei mesi scorsi.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=79556