Un Napoli da Champions Lavezzi il suo profeta
Nessuno ci avrebbe creduto, né tantomeno pensato che dopo Maradona ci sarebbe stato un altro argentino capace di incantare il pubblico del San Paolo. Ezequiel Lavezzi è il giocatore simbolo del club di De Laurentiis, capace anche se non va in gol, di trascinare il gruppo e far vincere la squadra. È accaduto anche ieri contro la Sampdoria, prima costringendo Castellazzi ad un intervento sfortunato dal quale è nato il primo gol del Napoli con Mannini, poi lanciando Zalayeta al raddoppio. Un 2-0 che rilancia gli azzurri, dopo la sconfitta amara di San Siro contro il Milan, e li riporta nelle prime posizioni della classifica. La vetta fa sognare i tifosi e mette le ali alle ambizioni del Napoli, in città dopo la vittoria contro i blucerchiati non si parla d’altro che di Champions. Tutti, anche Reja, il tecnico che ha traghettato la squadra dalla serie C alla Uefa e che ha sempre vestito i panni del pompiere gettando acqua sull’euforia. «L’appetito vien mangiando…!» si lascia scappare l’allenatore azzurro. «Ieri ho visto una grande prova dei ragazzi: ha prevalso la qualità di questa squadra ed oltre alle grandi giocate in avanti devo fare un plauso alla fase difensiva. Siamo stati cinici e determinati. Stiamo crescendo come maturità e consapevolezza. Siamo molto vicini all’optimum». Il tecnico è stato soddisfatto in particolare della prestazione di Mannini e Zalayeta, i due marcatori. Due operai della squadra. Il primo, figlio d’arte, il papà Alessandro giocava come portiere, è riuscito ad imporre il proprio ritmo sulla fascia destra mettendo spesso in difficoltà gli esterni della Sampdoria, l’altro spesse volte messo da parte riesce sempre a strappare applausi con prestazioni generose.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=304958
Il picconatore dal pugno di ferro
Francesco Cossiga, 80 anni, è stato l’ottavo presidente della Repubblica italiana. Nominato nel 1985, è stato il più giovane capo di Stato. Rappresentante della Dc, nella sua carriera politica è stato presidente del Consiglio e presidente del Senato. Ora è senatore a vita. Durante gli anni di piombo ricoprì il difficile ruolo di ministro dell’Interno, diventando un bersaglio del terrorismo e della contestazione. Il presidente emerito, dall’alto della sua cinquantennale esperienza, si è poi ritagliato uno spazio particolare all’interno della politica italiana: quello di «picconatore». Le sue esternazioni sono spesso sarcastiche, dure e polemiche, talvolta eccessive. Rosy Bindi lo ha querelato per un «brutta e cretina», mentre i consigli a Maroni sul pugno duro con gli studenti che manifestano ha suscitato l’indignazione della sinistra.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=304891
Camorra, 88 arresti in Campania. Colpito il clan Gionta – Cronaca
Maxiblitz anticamorra della Polizia a Napoli e in altre città della Campania. La Direzione distrettuale antimafia ha arrestato 88 persone, presunti affiliati al clan Gionta di Torre Annunziata, che da tempo gestisce il traffico di armi e stupefacenti tra il capoluogo partenopeo e la provincia di Caserta. Gli agenti hanno inoltre sequesrtato beni mobili e immobili, quote societarie e conti correnti per un valore complessivo di circa 80 milioni di euro. Le ordinanze di custodia cautelare riguardano anche alcuni personaggi già detenuti, in alcuni casi con la concessione del beneficio dei domiciliari, ed interessano anche un gruppo di una decina di donne, tra le quali Gemma Donnarumma, moglie del capoclan Valentino Gionta. Diversi i capi d’accusa ipotizzati: si va dall’omicidio e dalla rapina a mano a armata, al racket e all’usura. Le estersioni, in particolare, interessavano numerosi pasticceri del napoletano, costretti a ‘regalare’ dolci e brioches non solo a personaggi gravitanti nell’orbita del clan, ma anche a loro familiari e amici per evitare ritorsioni. Le forniture di merce riguardavano anche le peschiere e altri negozi di alimentari. Secondo quanto ricostruito dai magistrati della Dda i titolari degli esercizi commerciali erano costretti a pagare il pizzo in «maniera stabile e continuativa, in alcuni casi per risolvere problemi occasionali» e ricevere in cambio favori. Nel racket erano coinvolti anche anche grandi imprenditori edili che si erano aggiudicati importanti servizi negli appalti comunali.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=80562
Il ministro La Russa contro il direttore dell’Unità
Colpito nel vivo, in difficoltà, il gentiluomo nonché ministro della Difesa Ignazio La Russa, diventa aggressivo, violento. E attacca il direttore dell’Unità Concita De Gregorio con una imbarazzante sfuriata. Lo scenario è quello della trasmissione di Maria Latella, a Sky tg24, e motivo dello scontro la vicenda degli otto militari morti nell’incidente avvenuto in Francia. Nel corso della trasmissione, presente anche Rosy Bindi, La Russa ha stigmatizzato il fatto che durante la manifestazione di sabato del Pd non fossero stati affatto ricordati i militari. Ma all’osservazione pretestuosa del ministro, il direttore dell’Unità fa notare a La Russa come il suo ricordo rappresentasse un modo «inappropriato» per nascondere una propria difficoltà. E il ministro non ha retto la botta: è sbottato, invitando, la De Gregorio a «tapparsi la bocca con un turacciolo». E minacciando: «Se usa in tono oltraggioso la memoria di quei ragazzi io mi alzo e me ne vado», ha detto il ministro.In perfetto stile governativo, buttare addosso all’interlocutore le proprie mancanze e tentare un transfert perfino dei toni usati. Quello che alza per primo la voce, che dice all’altro tentando di giustificarsi: tu hai alzato la voce. E così via. «Io non faccio ricorso ai militari morti, si vergogni! Con la sua faccina educata… Non parli dei militari morti con quel tono»: ha continuato La Russa, rivolto al direttore dell’Unità, (definita anche «ignorante»).
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=80359
Due lavoratori morti stritolati da macchine a Ognissanti – Cronaca
Due morti sul lavoro in un giorno di festa, sabato del ponte di Ognissanti. Si tratta di un operaio morto stritolato da un macchinario in provincia di Udine e di un agricoltore finito in una impastatrice in provincia di Brescia. L’operaio si chiamava Severino Zinzone, 56 anni di Mortegliano ed ha perso la vita in mattinata in un incidente sul lavoro avvenuto alla ditta ‘Lombardo Spa’ specializzata nella produzione di pannelli truciolati con sede nella stessa Mortegliano. Secondo una prima ricostruzione dell’accaduto Zinzone è rimasto impigliato negli ingranaggi di un macchinario che aveva azionato e dal quale, per cause accidentali. Sul posto chiamati dall’azienda sono intervenuti i Carabinieri e i Vigili del fuoco del capoluogo friulano che si sono trovati di fronte ad una scena agghiacciante. La magistratura assieme all’azienda e gli ispettori del lavoro hanno aperto una inchiesta. L’impianto dove è avvenuto l’incidente è stato immediatamente sottoposto sotto sequestro e l’attività nell’azienda si è fermata. L’altra morte raccapricciante è avvenuta a Niardo in valle Camonica (nella foto in alto). Giacomo R. , agricoltore di 31 anni è rimasto stritolato dagli ingranaggi dell’ impastatrice per il mangime delle mucche, in cui è scivolato. Ad accorgersi della tragedia è stata la moglie, accorsa nella stalla dopo aver sentito le urla di dolore del marito. Anche qui subito dopo l’incidente sono intervenuti i carabinieri, i sanitari del 118 e i vigili del fuoco ma l’unica cosa che hanno potuto fare è stato mettere i sigilli all’impianto e recuperare il corpo della vittima.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=80508