Expo, Moratti non ha dubbi «Il governo troverà i soldi» Il sindaco placa le preoccupazioni della Corte dei conti Formigoni incalza: «Alla macchina occorre il tagliando»
Lo hanno paragonato a Franklin Delano Roosevelt, a John Fitzgerald Kennedy, qualcuno addirittura lo considera un Reagan progressista; ma dopo due settimane alla Casa Bianca, Barack Obama assomiglia sempre di più al premier britannico Tony Blair, prima maniera, che durante i primi cento giorni a Downing street annunciò altrettante riforme, tra gli urrah della stampa nazionale. Ma sarebbe bastata una verifica più attenta per accorgersi che le novità erano non più di una decina e in linea con quelle del governo conservatore. Insomma, Blair sapeva come imbeccare la stampa e beneficiare della popolarità di ritorno.Il nuovo presidente della Casa Bianca non ha annunciato una riforma al giorno, ma la sua politica appare sempre meno rivoluzionaria e, per molti versi, non dissimile da quella di Bush. Sull’Irak, ad esempio. In campagna elettorale aveva promesso il richiamo delle truppe «entro un anno», ora parla di «ritiro sostanziale» di un numero importante ma imprecisato di soldati e si guarda bene dallo smentire gli strateghi del Pentagono secondo cui una parte delle truppe Usa rimarrà almeno fino al 2011.Una settimana fa ha annunciato la fine delle operazioni di «rendition» ovvero dei rapimenti segreti all’estero di presunti terroristi e il loro trasferimento in Paesi, dove spesso vengono torturati. In realtà, nel decreto presidenziale, Obama auspica la fine di queste pratiche, che, pertanto, continueranno. E in Afghanistan? Doveva inviare 30mila soldati per sconfiggere i talebani, ma saranno, almeno per ora, non più di 15mila, secondo la Cnn.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=325753
La nostra pagella nasce sempre dai fatti, mai dai pregiudizi
(…) Semplicemente, era qualcosa di vergognoso.Quindi, se Marta Vincenzi (e con lei Claudio Burlando e Alessandro Repetto) dimostrano di rispettare il Giornale che più li critica e i suoi lettori, mi sembra un’ottima notizia. Ci sono giunte di centrodestra che magari fino all’apertura delle urne mendicavano visibilità e il giorno dopo l’elezione hanno dimenticato il Giornale e hanno preferito rivolgersi ad altre testate. Offendendo noi e voi. Per la cronaca, il giorno dopo la loro caduta, quelle testate hanno fatto la campagna elettorale successiva per il centrosinistra. La memoria, fortunatamente, è un ottimo antidoto contro tutto questo. Così come può stare certo che su queste pagine non vedrà mai campagne ad personam contro qualcuno. Lo dico sempre: i nostri sono giudizi, non pregiudizi.Vede, carissimo Mariscotti, non è una questione d’incenso. A volte, è anche una questione di civiltà nei rapporti: non è necessario offrire boccette di sangue della sindaco per criticarla. Non è necessario usare parole truculente per dimostrare la propria contrarietà. Non è necessario strozzarsi in pubblico, quando si dissente. Il dialogo è sempre la migliore soluzione di ogni problema. Poi, certo, a volte la sindaco non è il soggetto più adatto per dialogare, preferendo i monologhi, ma questo è un altro discorso.Quindi, stia tranquillo, continueremo ad essere l’unica bandiera mediatica di chi si oppone al pensiero unico in questa città e in questa regione.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=325903