WELFARE: SACCONI, NESSUNA RIFORMA DELL’ART.18
(di Francesca Chiri) ROMA – Il governo punta a rifondare le regole dello Stato sociale e del lavoro, approdando per questo settore ad un nuovo Statuto che si fondi su un “efficiente sistema di relazioni industriali”, anziché sulle protezioni formali “della norma inderogabile di legge”.
Per ora, comunque, non ci sarà alcuna modifica dell’articolo 18 sui licenziamenti, perché, assicura il ministro del Welfare Maurizio Sacconi, “in tempo di crisi non possono essere all’ordine del giorno né riforme degli ammortizzatori sociali, né dell’articolo 18, né delle pensioni” per le quali, in ogni caso, si sottolinea la necessità di aumentare “gli anni di lavoro” e si evidenzia il rischio della tenuta degli attuali coefficienti di trasformazione previsti dalla riforma Dini.
“Non è esatto” dire che il Libro Bianco reintroduce le ‘gabbie salariali’, afferma Sacconi secondo il quale, tuttavia, “sia in relazione ai bisogni, sia al modo di distribuire la ricchezza”, ci sono questioni che “devono fare i conti con la realtà “, e cioé che “il costo della vita” é diverso nelle diverse parti del Paese.
Il Libro Bianco, invece, tende a sottolineare il ministro, è soprattutto un documento in cui compaiono ‘valori’ da perseguire secondo alcune parole d’ordine: dialogo sociale, equa distribuzione della ricchezza, ‘con-divisione’ di sforzi e risultati nel lavoro, partecipazione (della persona, del lavoratore ma anche del paziente), passando per le altre parole chiave, come centralità della persona, della famiglia, della comunità e, quindi, dei concetti di sussidiarietà, responsabilità, territorialità e federalismo, contesti in cui si inserisce anche l’organizzazione socio-sanitaria del Paese.
Fonte:
http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/altrenotizie/visualizza_new.html_959227263.html