Servono subito 5 miliardi
DOHA – La Libia che nasce dalle ceneri del regime e della guerra civile ha un disperato bisogno di soldi: mentre a Tripoli e altrove i combattimenti ancora infuriano ed è in corso la caccia senza quartiere a Muammar Gheddafi, da Doha, in Qatar, il Cnt ha lanciato il suo appello urgente: servono subito cinque miliardi di dollari per far ripartire il Paese, cinque miliardi che sono prelevabili dall’enorme tesoro globale del regime, bloccato dalle sanzioni delle Nazioni Unite.
A dare voce all’appello è stato Aref Ali Nayed, rappresentante presso il Gruppo di contatto del Consiglio nazionale transitorio (Cnt), l’organo politico degli insorti, che ha sollecitato il Consiglio di sicurezza dell’Onu, che si è riunito ieri sera al Palazzo di Vetro, a sbloccare questi fondi, perché siano disponibili «per la fine del mese»: «Chiediamo lo sblocco di cinque miliardi di dollari di asset libici – ha dichiarato Nayed – per cominciare a ricostruire il Paese.
Cinque miliardi di dollari come prima tranche di aiuti, una goccia nell’oceano dell’incredibile tesoro dei fondi sovrani del regime sparsi nel mondo – con diramazioni anche in Italia con società partecipate nel nostro Paese – che si stima possano ammontare a 160-170 miliardi di dollari, 700 milioni dei quali sono in forzieri degli Emirati Arabi Uniti (Eau) e che potrebbero essere fra i primi a essere liberati, non appena l’Onu avrà dato il suo assenso.
Una piccola ‘spinta’ iniziale che dovrà poi essere seguita da investimenti massicci: per costruire infrastrutture capaci di attirare investimenti, far ripartire l’industria petrolifera e dare una più decisa spinta all’economia e diversificarla serviranno almeno altri 100 miliardi di dollari, 20 all’anno per il prossimo quinquennio, stima Lahcen Ashy, del Carbegie Middle East Center di Beirut, interpellato da France Presse.
Fonte:
http://www.corriere.com/viewstory.php?storyid=111516