Ecuador, via libera alla nuova Costituzione «socialista»

Ottobre 2, 2008 at 6:44 pm (web news) (, , , , , , )

Svolta in Ecuador: nel referendum per approvare la nuova Costituzione hanno trionfato i sì. Alla consultazione hanno partecipato nove milioni di elettori di cui più del 65% ha espresso un parere favorevole per la nuova Carta fondamentale. Esce dunque sconfitto il fronte del no costituito dal partito conservatore e dalla Chiesa cattolica. Grande soddisfazione da parte del presidente della Repubblica, Rafael Correa, il quale ha fortemente spinto per la nuova Costituzione che dovrebbe portare nel paese sudamericano il «socialismo del XXI secolo». Per Correa, economista diventato presidente nel 2007 si tratta di «una vittoria storica, l’Ecuador ha deciso di essere una nazione nuova e le vecchie strutture sono state sconfitte». Il testo approvato dal referendum prevede una serie di riforme in campo economico: rigido controllo statalista sul settore energetico e sulla politica monetaria. Il controllo del settore petrolifero, minerario e delle telecomunicazioni passa in sostanza nelle mani dello Stato e questo allarma gli investitori stranieri. In questo modo l’Ecuador segue le scelte fatte già fatte in precedenza dalla Bolivia di Evo Morales e Venezuela di Hugo Chavez. La nuova Costituzione non si limita comunque alle questioni economiche: vengono riconosciute le unioni civili gay e per la prima volta la natura diventa soggetto di diritto. Inoltre il nuovo testo attribuisce al Presidente la facoltà di sciogliere l’Assemblea nazionale, concede il diritto di voto ai militari, agli agenti di polizia e agli stranieri che vivono da oltre cinque anni in Ecuador.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=79462

Permalink Lascia un Commento

Ferrovie, riassunti gli 8 licenziati di Genova – Interni

Ottobre 2, 2008 at 6:41 pm (web news) (, , , , , )

Gli otto ferrovieri genovesi, cinque a tempo indeterminato e tre apprendisti, licenziati da Trenitalia l’8 agosto scorso perché uno di loro aveva timbrato il cartellino per gli altri sette, saranno riassunti da Trenitalia a partire dal 15 ottobre prossimo. In pratica, la conciliazione messa in atto dal presidente del Tribunale del lavoro, Marco Gelonesi, fa perdere ai lavoratori due mesi e mezzo di stipendio, ma ne assicura il reintegro. I ferrovieri hanno firmato un documento davanti al Tribunale, in cui ammettono l’errore fatto e accettano il licenziamento e allo stesso tempo Trenitalia si impegna a riassumerli, appunto, dal 15 ottobre prossimo. Gli otto erano stati licenziati in agosto per aver fatto timbrare i propri tesserini da un collega. In sette avevano lasciato l’ufficio e affidato a un collega i propri cartellini. Ma lo avevano fatto per non perdere ore di straordinario.Resta invece ancora aperta la vicenda di Dante De Angelis, il macchinista e Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza licenziato dopo le sue denunce sui treni Alta Velocità che si spezzavano.Dai macchinisti arriva cauta soddisfazione e la richiesta di una pronta riassunzione anche per De Angelis. «Accogliamo con soddisfazione la notizia – sostengono i macchinisti di ‘Ancora in marcia’ – ritenendo che la revoca sia da considerare un atto dovuto e la dimostrazione dell’uso eccessivo, improprio o addirittura pretestuoso dello strumento disciplinare da parte di Trenitalia. Tale decisione – sottolineano dalla redazione – rende ancor più ingiustificato licenziamento subito dal macchinista e delegato alla sicurezza, Dante De Angelis, allontanato brutalmente il giorno di ferragosto per alcune dichiarazione sugli incidenti agli Eurostar avvenuti nei mesi scorsi.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=79556

Permalink Lascia un Commento

Solo 3 Comuni su 106 si mantengono da soli

Settembre 1, 2008 at 11:17 am (web news) (, , , , , , )

L’Italia dei campanili, degli 8.101 municipi e delle infinite sagre di paese aspetta, con un brivido d’ansia, il Federalismo. Da nord a sud, sindaci di ogni partito e credo politico torcono nervosi le fasce tricolori aspettando la rivoluzione fiscal-copernicana del governo e rimuginando mentalmente quanto Giulio Tremonti, ministro dell’Economia, ha recentemente ribadito: «Non ci sarà uno che perde e uno che guadagna: guadagneranno tutti. Chi ci perderà sarà la cattiva politica». Parole che a molti primi cittadini e assessori saranno suonate come un j’accuse; perché chi più chi meno, tra le carte dei bilanci, tutti hanno qualche macchia che preferirebbero mantenere nascosta; come, per esempio, che le loro amministrazioni spendono più – in alcuni casi molto, molto di più – di quanto incassino dalle tasse.
Una ricerca dell’ufficio studi della Cgia di Mestre (associazione artigiani e piccole imprese) ha mappato l’Italia dei capoluoghi di provincia sulla base della differenza tra introiti fiscali propri e spesa corrente: in base all’elaborazione di dati Istat, risulta che solo tre città – Belluno, Biella e Forlì – sono finanziariamente autonome. I restanti 106 comuni sono tutti in perdita. Ma con differenze importanti.
A livello nazionale, il saldo negativo medio si assesta a un milione e 132mila euro. Ma, come spesso avviene in Italia, le medie significano poco o nulla.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=287164

Permalink Lascia un Commento