WELFARE: SACCONI, NESSUNA RIFORMA DELL’ART.18

Maggio 10, 2009 at 7:38 pm (channel news) (, , , , , )

(di Francesca Chiri) ROMA – Il governo punta a rifondare le regole dello Stato sociale e del lavoro, approdando per questo settore ad un nuovo Statuto che si fondi su un “efficiente sistema di relazioni industriali”, anziché sulle protezioni formali “della norma inderogabile di legge”.

Per ora, comunque, non ci sarà alcuna modifica dell’articolo 18 sui licenziamenti, perché, assicura il ministro del Welfare Maurizio Sacconi, “in tempo di crisi non possono essere all’ordine del giorno né riforme degli ammortizzatori sociali, né dell’articolo 18, né delle pensioni” per le quali, in ogni caso, si sottolinea la necessità di aumentare “gli anni di lavoro” e si evidenzia il rischio della tenuta degli attuali coefficienti di trasformazione previsti dalla riforma Dini.

“Non è esatto” dire che il Libro Bianco reintroduce le ‘gabbie salariali’, afferma Sacconi secondo il quale, tuttavia, “sia in relazione ai bisogni, sia al modo di distribuire la ricchezza”, ci sono questioni che “devono fare i conti con la realtà “, e cioé che “il costo della vita” é diverso nelle diverse parti del Paese.

Il Libro Bianco, invece, tende a sottolineare il ministro, è soprattutto un documento in cui compaiono ‘valori’ da perseguire secondo alcune parole d’ordine: dialogo sociale, equa distribuzione della ricchezza, ‘con-divisione’ di sforzi e risultati nel lavoro, partecipazione (della persona, del lavoratore ma anche del paziente), passando per le altre parole chiave, come centralità della persona, della famiglia, della comunità e, quindi, dei concetti di sussidiarietà, responsabilità, territorialità e federalismo, contesti in cui si inserisce anche l’organizzazione socio-sanitaria del Paese.

Fonte:
http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/altrenotizie/visualizza_new.html_959227263.html

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Il ministro La Russa contro il direttore dell’Unità

Novembre 2, 2008 at 1:42 am (weather news) (, , , , , )

Colpito nel vivo, in difficoltà, il gentiluomo nonché ministro della Difesa Ignazio La Russa, diventa aggressivo, violento. E attacca il direttore dell’Unità Concita De Gregorio con una imbarazzante sfuriata. Lo scenario è quello della trasmissione di Maria Latella, a Sky tg24, e motivo dello scontro la vicenda degli otto militari morti nell’incidente avvenuto in Francia. Nel corso della trasmissione, presente anche Rosy Bindi, La Russa ha stigmatizzato il fatto che durante la manifestazione di sabato del Pd non fossero stati affatto ricordati i militari. Ma all’osservazione pretestuosa del ministro, il direttore dell’Unità fa notare a La Russa come il suo ricordo rappresentasse un modo «inappropriato» per nascondere una propria difficoltà. E il ministro non ha retto la botta: è sbottato, invitando, la De Gregorio a «tapparsi la bocca con un turacciolo». E minacciando: «Se usa in tono oltraggioso la memoria di quei ragazzi io mi alzo e me ne vado», ha detto il ministro.In perfetto stile governativo, buttare addosso all’interlocutore le proprie mancanze e tentare un transfert perfino dei toni usati. Quello che alza per primo la voce, che dice all’altro tentando di giustificarsi: tu hai alzato la voce. E così via. «Io non faccio ricorso ai militari morti, si vergogni! Con la sua faccina educata… Non parli dei militari morti con quel tono»: ha continuato La Russa, rivolto al direttore dell’Unità, (definita anche «ignorante»).

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=80359

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