Anche i cinefili riabilitano Risi Tutti in coda per I Mostri
Venezia – Come le grandi famiglie e le patate, il cinema italiano ha il meglio sottoterra. Dunque è coerente il titolo «Questi fantasmi» per la retrospettiva che include grandi registi considerati per decenni meno grandi della trimurti Antonioni-Fellini-Visconti. Con questa Mostra – a qualcosa serve… – il distacco fra alcuni di «questi fantasmi» (Mario Bonnard, Vittorio Caprioli, Duilio Coletti, Claudio Gora, Mario Monicelli, Dino Risi…) e la trimurti si ridurrà. Poi scomparirà: i tabù erosi crollano di schianto.
Giulietta degli spiriti di Fellini, Identificazione di una donna di Antonioni, Gruppo di famiglia in un interno di Visconti non valevano molto nemmeno quando uscirono, anche agli occhi della critica che ne parlava bene per devozione personale ai registi in questione. Fra trenta e quarant’anni, queste opere della decadenza, di autori comunque grandi, sono schiacciate dal confronto – per citare uno solo dei vari possibili esempi – con I mostri, ieri riproposto al Lido in versione restaurata con l’aggiunta di frammenti di due episodi non completati.
Anche se i frammenti esumati dagli archivi della Cineteca nazionale – guidata proprio da Sergio Toffetti, che con Tatti Sanguineti ha ideato la rassegna – non aggiungono nulla al valore del film di Dino Risi, si rivede I mostri, con Vittorio Gassman e Ugo Tognazzi, come si riascolterebbe un oracolo col senno di poi. Nei Mostri – presentato ieri insieme al documentario tv Dino Risi – c’è infatti la rappresentazione dei vizi d’allora (1962) e l’intuizione che essi sarebbero diventati così comuni da lasciare indifferenti.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=287219
Domenico, steward siciliano sempre in volo per lavoro morto nel viaggio di piacere
da PalermoTutti ricordano Domenico, il ragazzo gentile che girava il mondo. I parenti a Isola delle Femmine, cittadina marinara alle porte di Palermo, mostrano con orgoglio le sue foto con la divisa blu da steward. I viaggi erano la vita di Domenico Riso. E sono stati anche la sua morte. Riso è l’unica vittima italiana della tragedia aerea di Madrid, avrebbe compiuto 41 anni a settembre. Faceva lo steward per l’Air France e dal 1997 viveva a Parigi, non era sposato e non aveva figli. Stava andando alle Canarie in vacanza. Aveva chiamato l’anziano padre, Pietro Riso, 83 anni, ex pescatore, il giorno prima della partenza per le vacanze e neanche 24 ore dopo i carabinieri hanno bussato alla porta della casa di Isola. Sono stati loro a dare la terribile notizia al genitore e nel giro di pochi minuti la voce è corsa veloce in paese. In via Trapani si è radunata una piccola folla di parenti e amici, tutti conoscevano Domenico, un ragazzone dai capelli scuri e di bell’aspetto, che amava la lirica ed aveva una voce da cantante. Tra i tanti parenti sconvolti dalla commozione e dal dolore, anche un suo cugino omonimo. «Domenico stava andando alle Canarie assieme a un suo amico, Pierrick Charilas ed a suo figlio Ethan, – racconta -. Domenico adorava il bimbo come fosse suo figlio, passava molto tempo con lui». Nella lista dei passeggeri risultano infatti sia Pierrick che Ethan Charilas, entrambi morti.L’anziano padre di Domenico e le sorelle, Marianna e Concetta, di 49 e 43 anni, sono chiusi nell’abitazione di famiglia e già oggi dovrebbero partire per Madrid per riconoscere la salma.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=284805