C’era anche la clinica degli aborti

Agosto 2, 2008 at 1:47 am (new york web) (, , , , , )

Coniugi cinesi «operavano» nel loro appartamento a Chinatown per fare abortire in maniera clandestina. I ferri usati per gli interventi venivano tenuti in una pentola di alluminio lasciata sul pavimento del bagno. In alcuni periodi veniva eseguita persino un’operazione al giorno. In condizioni igieniche spaventose. Alla modica cifra di 500 euro. Una scoperta dei detective della Squadra mobile che nel 2003 indagavano sull’esistenza nel quartiere cinese di una coppia, con regolare permesso di soggiorno, denunciata per la violazione della legge sull’interruzione volontaria di gravidanza. La clinica degli aborti clandestini si trovava in via Giorgione numero 8 ed era conosciuta anche fuori della Lombardia.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=280211

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L’idea di Piano come la chiatta: il futuro resta ancorato al porto

Agosto 2, 2008 at 12:10 am (channel news) (, , , , , , , , , , , )

«Guardate questa città, fino a dieci anni fa il mare se l’era dimenticato. Oggi ripartiamo da qui». Renzo Piano si affaccia dalle vetrate della chiatta appena inaugurata che ospita l’Urban Lab, guarda verso il porto e gira lo sguardo anche verso il centro storico. Unica nota stonata la sopraelevata che taglia le facciate dei palazzi, «dovremo tenercela ancora un po’, ma è il male minore». Renzo Piano dopo la bocciatura del Waterfront, guarda avanti, ai progetti di Urban Lab, a questo nuovo filo conduttore nato dal lavoro comune di Autorità Portuale e Comune di Genova. La pianificazione urbanistica della città nascerà su questo barcone davanti al Museo del mare e della navigazione, un unico contenitore da dove verranno prese le scelte strategiche della Genova del futuro. Tante le iniziative sul piatto, con le grandi idee al centro, come l’aeroporto sul mare, e i cinquanta piccoli progetti per la Genova di domani, come la metropolitana di superfice. «Chiudiamo un primo anno di lavoro- racconta l’architetto-consulente Piano-. Ora è fondamentale arrivare ad un momento di sintesi per strutturare tutto quello che è stato messo sul piatto». Urbanistica ed architettura dovrebbero coniugarsi. Non più due diversi modi di vedere e lavorare, ma integrati per definire un prodotto unico. «Urban Lab significa anche musica, tempo libero come testimonia il nome che abbiamo dato al cartellone estivo della città – ricorda il sindaco Marta Vincenzi che ha annunciato la candidatura di Genova per uno stand all’expo di Shanghai 2010 -.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=280261

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