La nostra pagella nasce sempre dai fatti, mai dai pregiudizi
(…) Semplicemente, era qualcosa di vergognoso.Quindi, se Marta Vincenzi (e con lei Claudio Burlando e Alessandro Repetto) dimostrano di rispettare il Giornale che più li critica e i suoi lettori, mi sembra un’ottima notizia. Ci sono giunte di centrodestra che magari fino all’apertura delle urne mendicavano visibilità e il giorno dopo l’elezione hanno dimenticato il Giornale e hanno preferito rivolgersi ad altre testate. Offendendo noi e voi. Per la cronaca, il giorno dopo la loro caduta, quelle testate hanno fatto la campagna elettorale successiva per il centrosinistra. La memoria, fortunatamente, è un ottimo antidoto contro tutto questo. Così come può stare certo che su queste pagine non vedrà mai campagne ad personam contro qualcuno. Lo dico sempre: i nostri sono giudizi, non pregiudizi.Vede, carissimo Mariscotti, non è una questione d’incenso. A volte, è anche una questione di civiltà nei rapporti: non è necessario offrire boccette di sangue della sindaco per criticarla. Non è necessario usare parole truculente per dimostrare la propria contrarietà. Non è necessario strozzarsi in pubblico, quando si dissente. Il dialogo è sempre la migliore soluzione di ogni problema. Poi, certo, a volte la sindaco non è il soggetto più adatto per dialogare, preferendo i monologhi, ma questo è un altro discorso.Quindi, stia tranquillo, continueremo ad essere l’unica bandiera mediatica di chi si oppone al pensiero unico in questa città e in questa regione.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=325903
Ficarra e Picone: “Nella nostra Matassa scherziamo sui litigi familiari in Sicilia”
Catania – Gli imbrogli delle banche vi sconcertano? I garbugli della politica vi repellono? Dal 6 marzo troverete il bandolo di questi e altri intrighi, dipanando con Ficarra e Picone La matassa, film comico del duo siciliano (prodotto da Attilio de Razza e Medusa Film), giunto a metà lavorazione (budget: 3 milioni e mezzo) e co-firmato da Giambattista Avellino, consolidato partner delle due lenze. Alla loro terza prova cinematografica (Nati stanchi, del 2001, parodiava la disoccupazione, mentre Il 7 e l’8 l’anno scorso li ha visti campioni d’incasso), Salvo Ficarra e Valentino Picone, palermitani classe 1971, ora rafforzano la propria essenza di Sicilia. E partono da una nota fondamentale: tutti litigano e ogni parente è serpente. «Il litigio familiare è comune a tutti, ma i siciliani litigano in un modo particolare, mantenendo un silenzio ostile. E se qualcuno, che ha offeso, non comprende per quale motivo non gli si rivolge più la parola, vuol dire che si è fatto bene a rompere i rapporti. Il nostro film è parlato in italiano e pensato in siciliano», spiega Ficarra, sottolineando come lui e il suo compagno di battute siano «portatori sani di silenzio».
La storia, ambientata tra Catania e Paternò (adiuvante la Film Commission catanese) inizia dal classico dissidio tra il cugino Gaetano (Salvo) e il cugino Paolo (Valentino), figli di fratelli in freddo da vent’anni. Tra problemi economici e viscerali antipatie reciproche, la coppia parentale verrà rimessa in contatto dalla socia in affari di Paolo, la determinata Olga (Anna Safroncik, nota al pubblico televisivo di CentoVetrine).
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=296976